"Il mese di luglio sarà decisivo per il futuro della Politica Agricola Comune e quindi dell'agricoltura italiana ed europea".
E' il messaggio forte e chiaro lanciato dal presidente di Cia - Agricoltori Italiani Cristiano Fini sulle attuali priorità per le filiere agricole.
"Venerdì scorso abbiamo ospitato in Auditorium a Roma un primo confronto con il Ministro dell'Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sul disegno di legge che la maggioranza ha appena presentato in Senato per la modifica della legge 157 sulla fauna selvatica. Un'azione che CIA—Agricoltori Italiani chiede con forza da molto tempo. Mettere mano a questa legge obsoleta, vecchia di 33 anni, rappresenta un primo successo della Confederazione ma soprattutto di tutti gli agricoltori. L'iter parlamentare è appena iniziato e sarà mia cura informavi passo passo sugli sviluppi che si determineranno nei passaggi tra le Camere" spiega il presidente Fini.
"Continua poi la mobilitazione da Roma a Bruxelles con la campagna permanente "Agricoltura sotto attacco. Non arriviamo al Fondo!". Il 16 luglio saremo in delegazione davanti la sede della Commissione Europea a Bruxelles per manifestare in occasione della presentazione, da parte della Presidente Ursula Von Der Leyen, del Quadro Finanziario Pluriennale e delle proposte normative della Pac post 2027".
"Le poche notizie che trapelano paiono sconfortanti: anche contro diversi pareri espressi da vari organi del Parlamento europeo, la Commissione sembra insistere sull'impostazione della creazione di un nuovo fondo unico nel quale potrebbero confluire le risorse della Pac assieme a quelle di altre politiche. Si rischia una netta riduzione dei fondi destinati all'agricoltura e il libero arbitrio di ogni singolo Stato membro nel definire le politiche per il settore primario. Non più quindi "Politica Agricola Comune" con risorse certe a livello di Unione europea ma discrezionalità dei singoli governi nell'allocazione dei fondi e delle priorità".
"Questo rappresenta un colpo alle fondamenta della casa europea, un'azione inaccettabile, soprattutto se inserita in quadro geopolitico così complesso: si minerebbe irreversibilmente la sovranità alimentare europea. Unico aspetto positivo che va sottolineato è, questa volta, l'unione del "sistema Italia". Governo, forze politiche di maggioranza e di opposizione e le altre Organizzazioni datoriali stanno remando nella stessa direzione per tutelare l'interesse italiano: NO al fondo unico e SI a maggiori risorse per una Pac forte e autonoma".
"Al riguardo ho avuto finora proficue interlocuzioni con diversi esponenti di vari Gruppi al parlamento europeo, come Herbert Dorfmann del Partito Popolare Europeo (PPE), Carlo Fidanza del Partito dei Conservatori e dei riformisti europei (Ecr) e Dario Nardella del Gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (S&D). Martedì prossimo sarò ricevuto dal Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, dalla Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e avrò modo di confrontarmi con altri deputati del Parlamento europeo a Strasburgo".
E il presidente Cia aggiunge: "I temi in ballo richiedono lo sforzo congiunto di ognuno di noi perché in gioco potrebbe non esserci solo il futuro del nostro settore ma anche del futuro dell'Unione europea".
Cia - Agricoltori Italiani è in prima linea, pronta a: coordinare iniziative di mobilitazione a livello nazionale ed europeo; vigilare su ogni fase delle decisioni istituzionali, tenendovi sempre aggiornati; rafforzare la nostra rete per far sentire la voce di ogni agricoltore, unita e determinata".
"Con responsabilità e coraggio difendiamo il mondo agricolo da ogni minaccia, costruendo un futuro sostenibile e prospero. Insieme faremo la differenza, ogni giorno" conclude.
















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